Tematica:Frasario greco
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Il Greco è una delle lingue Indo-Europee più antiche e meglio documentate.
Indice
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[modifica] Evoluzione del greco moderno
Il greco moderno si installa sul greco medievale o bizantino. Il primo documento letterario è costituito dal poema Erotokritos, scritto da Vincenzo Cornaro, un oriundo veneto ellenizzato vissuto a Creta nell'arco del XVII secolo. Alcuni, però, vogliono ravvisare il primo testo narrativo in greco moderno nel "Digenìs Akrìtas" [1], un poema anonimo dell'XI secolo che glorifica le gesta di eroi bizantini contro la minaccia araba. Fatto sta che la conquista ottomana di Costantinopoli del 1453 spense ogni tipo di letteratura per quasi quattro secoli durante i quali la lingua greca fu tramandata da una generazione all'altra soltanto in forma orale. A salvaguardare la lingua e le tradizioni cristiane furono i klèftes, popolazioni di origine greca che si rifugiarono nelle zone montuose del paese per sfuggire alle vessazioni ottomane.
Dopo la costituzione del regno di Grecia nel 1832, le autorità cercarono di depurare la lingua da ogni influenza straniera, soprattutto turca. Nacque così una lingua artificiale detta pura (katharevousa). La lingua pura veniva insegnata nelle scuole ed era usata dalla stampa ma il popolo continuava a parlare la dimotikì. Si venne così a creare una diglossia che fu accusata di creare un divario tra classe elevate e povere. La Katharevousa fu abolita nel 1976. Da quell'anno la lingua demotica assunse il rango di lingua ufficiale. Rimane l'attaccamento dichiarato del popolo greco alla propria lingua che, come la religione ortodossa, è vista come elemento di identità nazionale. Non si sa fino a che punto questo attaccamento sia sincero, visto che i pargoli delle classi medio-alte pronunziano le loro prime parole contemporaneamente in greco e in inglese grazie all'intercessione di una balia ("tata") di madre lingua inglese assunta proprio per questo scopo. Comunque è sufficiente apprendere un certo numero di frasi che possano far piacere ai nostri interlocutori durante un soggiorno in Grecia. L'inglese tende a diffondersi sempre più soprattutto fra i giovani della medio-alta borghesia che lo parlano e scrivono a livelli elevati.
[modifica] Maggiori esponenti della letteratura neogreca
- Costantino Kavafis (1863 – 1933) [2] [3]
- Angelos Sikelianos (1884 – 1951)
- Kostas Kariotakis (1896 – 1928) - Un poeta dall'anima inquieta che preferì il suicidio alla banalità della vita. Le sue poesie sono state tradotte in italiano. [4]
- Nikos Kazantzakis (1883 - 1957)
- Giorgos Seferis (1900 – 1971)
- Yiannis Ritsos (1909 – 1990)
- Nikos Kavvadias (1910 – 1975)
[modifica] Caratteristiche del greco moderno
Il greco moderno, pur nella sua versione demotica, rimane più fedele al greco classico di quanto non lo sia l'Italiano nei confronti del Latino. Ciò nonostante la forma verbale ha subito una notevole semplificazione. È sparito il modo infinito e i verbi sono indicati nei dizionari con la 1a persona singolare del presente indicativo. Per formare il tempo futuro si ricorre a forme perifrastiche. Rimane il fatto che la forma medio-passiva si realizza senza l'ausilio del verbo essere ed è monolettica come in greco antico e in latino.
Sostantivi, aggettivi, pronomi si declinano, il che può costituire un ostacolo all'apprendimento della lingua. Anche in questo campo, però, si è verificata una notevole esemplificazione. L'ablativo non esiste più, il caso dativo sopravvive solo in forme stereotipate e il genitivo viene spesso evitato.
Sono stati inoltre aboliti gli spiriti che su vocale iniziale indicavano la presenza di una consonante caduta in disuso. È anche sparita la distinzione fra accenti acuti, gravi e perispomeni e le complesse regole che ne determinavano la scelta. L'unico accento rimasto in uso e quello acuto.
[modifica] Alfabeto neogreco
| Maiuscola | Minuscola | Nome | Trascrizione(1) | Pronunzia |
|---|---|---|---|---|
| Una a dal suono molto aperto | ||||
| Si pronuncia come nella parola italiana "velo". Esempio: η βάρκα (i vàrka) la barca. | ||||
| 1) Ghama si pronunzia in gola e senza muovere le labbra se seguita da suono vocalico "a", "o", "u". 2) Si pronuncia come nella parola italiana ieri se seguita da suono vocalico "i", "e". Es.: o γέρος (oièros) il vecchio | ||||
| Dhelta si pronunzia sempre come nella parola inglese "that" | ||||
| Èpsilon ha un suono molto aperto come nella parola italiana "è" (3a persona singolare del verbo essere) | ||||
| La "z" in greco ha sempre il suono sonoro (o dolce) come nella parole italiane "zona", "azalea" ma più prolungato come nel dialetto romanesco. Es.: ζώνη (cinta) zòni | ||||
| Come la corrispondente vocale italiana "i" | ||||
| Come nella parola inglese "thing" | ||||
| Come la corrispondente vocale italiana "i" | ||||
| 1) Se precede suoni vocalici "a", "o", "u", il Kapa si pronunzia come nelle parole italiane "casa", "costa", "cuore". Es. καλαμιές (canne): kalamiès - κουμπιά (bottoni): kumpià. 2) Seguita da suono "e", "i" si pronunzia come nella parola italiana "Chierico". Es: κέρδος (guadagno): kièrdhos. | ||||
| Lamdha ha un suono palatale come in italiano soltanto nel caso in cui sia seguita da suono vocalico [i]. In tutti gli altri casi è classificata come consonante laterale alveolare [5] e si pronuncia pressapoco come nella parola italiana "letto". | ||||
| "Mi" è classificata come consonante nasale labiodentale [6] | ||||
| "Ni" è una consonante nasale alveolare [7]. | ||||
| Come nella parola italiana "Xenofobia" | ||||
| Suono molto aperto ancora più che nella parola italiana "uòvo". | ||||
| Ro è classificata come una semiconsonante vibrante alveolare [8] | ||||
| Il sigma corrisponde alla consonante italiana "s" sorda (o aspra) come nella parola "sole". Assume il suono di z dolce come nella parola italiana "zona" quando precede una consonante sonora (β, γ, δ, μ, ν). Esempi: σβήνω, σγουρός, κόσμος, Ισραήλ. Se finale di parola il sigma assume la grafia "ς" e si pronuncia come z dolce. Se intervocalico si pronuncia doppia. | ||||
| Come la vocale italiana "i" | ||||
| Ha un suono aspirato come la parola "casa" nella lingua di Firenze o come il tedesco "Ich". | ||||
| Si pronuncia come nella parola italiana "psicologia". | ||||
| Suono aperto come nella parola italiana "gioco" |
(1) Esistono diversi sistemi ufficiali di traslitterazione della lingua greca in caratteri latini. Alcuni di questi sono ELOT 743 elaborato nel 1987 e l'ISO 843 del 1997, tutti reperibili a questo indirizzo web in formato PDF. Questo frasario non segue nessuno dei sistemi ufficiali, cercando di adeguarsi il più possibile a un pubblico esclusivamente italiano.
[modifica] Pronunzia
Per una pronunzia "passabile", è necessario prendere in considerazione, oltre alle lettere dell'alfabeto neogreco, dittonghi, gruppi consonantici e regole degli accenti come esposto nelle tre sezioni seguenti.
[modifica] Dittonghi
| Dittongo | Trascrizione | Pronunzia | Esempi |
|---|---|---|---|
| Si pronuncia e aperta | λαιμός (collo). Si pronunzia: lemòs. αίμα (sangue). Si pronunzia èma | ||
| Si pronuncia i | |||
| Si pronuncia "i" | Esempio: το πλοίο [to plìo] la nave. | ||
| Si pronuncia i | |||
| Si pronuncia u | |||
| 1) Si pronuncia af se precede consonante. 2) Si pronuncia invece av se precede vocale | 1) Aftì 2)alba | ||
| 1) Si pronuncia ef se precede consonante | Èfkolo (Italiano; facile). 2) Evritmia (Italiano: euritmia) |
Nota L'accento, se segnato, sta sempre sulla seconda vocale del dittongo. Se, al posto dell'accento, compare una dieresi (due puntini sopra la seconda di due vocali), ciò sta ad indicare che le vocali devono essere pronunciate separatamente e che non costituiscono un dittongo; per esempio, λαϊκός ("popolare, laico") è pronunciato /la.i.còs
[modifica] Gruppi consonantici
| Gruppo | Trascrizione | Pronunzia | Esempi |
|---|---|---|---|
| 1. Si pronuncia "b" come nella parola italiana "balla", se iniziale di parola. 2. Si pronuncia mb se il gruppo è nel mezzo della parola. | 1° Es: ο μπελάς (o belàs) il guaio 2° Es: το αμπέλι (to ambèli) il pergolato | ||
| 1. Si pronuncia come "d" italiana se il gruppo è iniziale di parola. 2. Si pronuncia come "nd" di "scendere" se nel mezzo di parola. | 1° Esempio: η νταλίκα (i dalìka) il furgone 2° Esempio | ||
| Si pronuncia come g dura della parola italiana "gatto" | Παγκόσμια ημέρα εθελοντισμού (Giornata mondiale del volontariato) | ||
| Si pronuncia ng come nella parola italiana "Angolo" | |||
| Si pronuncia pressapoco come nella parola italiana "pizza". Più precisamente il gruppo "τσ" è classificato come consonante affricata alveolare sorda [9]. | κορίτσι (ragazza) | ||
| Ha un suono intermedio tra "g" di "giallo" e "z" di azzurro | Esempio: Τζαμί (moschea) si pronuncia "tzamì" |
- Nota - A differenza dell'italiano le consonanti doppie si pronunciano come se fossero una sola. (Per i greci è molto difficile pronunciare la parola "mamma" e dicono "mama".
[modifica] Accenti
Bisogna fare molta attenzione a dove cada l'accento che è sempre segnato eccezion fatta per i monosillabi e le enclitiche. A differenza dell'italiano, sono molte le parole con l'accento sulla terzultima e se si pronuncia con l'accento sulla sillaba sbagliata il nostro interlocutore non comprenderà. Ad esempio la parola "Χάρισμα" si pronuncia "Chàrisma" e non "Carìsma" come in italiano. Parimenti la parola italiana carismàtico si pronuncia in greco charismatikòs, con l'accento sull'ultima. In questo frasario la sillaba greca che riporta l'accento è sempre evidenziata in grassetto.
Le parole monosillabiche si scrivono senza accento.
Proclitiche si dicono quelle parole che non hanno accento proprio e si appoggiano alla parola che precede. Un classico esempio è costituito dalle particelle pronominali, parimenti a quanto avviene in Italiano. Esempio: Dammelo = δώστο μου (pronuncia: dòstomu)
Enclitiche sono quelle parole che non hanno accento proprio e si appoggiano alla parola che segue. Un classico esempio è costituito dalle forme dell'articolo determinativo al caso nominativo.
[modifica] Segni di interpunzione
- Il punto "." e la virgola "," hanno la stessa funzione dell'italiano
- Il punto interrogativo in greco si esprime con il punto e virgola ";"
- Il punto in alto corrisponde al nostro punto e virgola.
[modifica] Elementi di grammatica neogreca
[modifica] Frasario
[modifica] Vocaboli e frasi essenziali
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- Ορίστε (Orìste) - Una parola che sentirete spessissimo in Grecia. È la seconda persona plurale dell'imperativo del verbo orizomai e significa "accomodatevi" ma anche "prego", "Ecco fatto", "Desidera?", "Comandi!". Così, ad esempio, se siete seduti al tavolo di un ristorante la prima parola che proferirà il cameriere quando vi si avvicinerà sarà "Oriste" che possiamo tradurre con "Comandi" o anche "Dica pure". Parimenti se mai busserete a qualche porta, la persona che vi aprirà vi dirà "Oriste?" che in questo caso possiamo tradurre con "Desidera?" ma anche con il solito "dica pure". Ancora quando l'impiegato della reception vi restituirà i passaporti dopo averli registrati vi dirà nel porgerveli "Oriste" che in questo caso significa "eccola servita" o più semplicemente, "prego". Non è finita qui. Durante una conversazione se il vostro interlocutore proferisce all'improvviso la parola "oriste" con tono interrogativo e abbastanza meravigliato, significa che non ha capito bene qualche parola e desidera che la ripetiate, spesso per evitare un malinteso. In questo caso corrisponde al nostro "Come ha detto, scusi?".
[modifica] Il viaggio
- Το ταξίδι
- To taxìdhi
[modifica] Nomenclatura
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(to aeroporikò taxìdhi) il viaggio aereo
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(aktoploikès sindèsis) Collegamenti marittimi
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(sidhirodhromikès metaforès) trasporti ferroviari
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[modifica] Qualche frase
- Preferisco viaggiare in aereo
- Προθυμώ να ταξιδέψω αεροπορικώς
- Preferisco viaggiare via mare
- Προθυμώ να ταξιδέψω ακτοπλοϊκώς
- (A) che ora parte la nave per Bari?
- Τι ώρα φευγει το καράβι γιά Μπάρι
- (A) che ora parte il treno per Salonicco?
- Τι ώρα φεύγει το τραίνο γιά Θεσσαλονίκη
- Il treno parte alle otto di sera
- Το τραίνο φεύγει στις οχτώ το βραδυ
- (A) che ora parte la corriera per Patrasso
- Τι ωρα φεύγει το λεωφορείο γιά Πάτρα
- (A) che ora parte l'aereo per Atene
- Τι ωρα φεύγει το αεροπλάνο γιά Αθήνα
- Dov'è la fermata dell'autobus per Glyfada
- Που είναι η στάση του λεοφωρείου γιά Γλυφάδα
το λεωφορείο κάνει τέρμα στη πλατεία Συντάγματος
- Dove ferma il tram per il Pireo?
- Που κάνει στάση το τραμ γιά τον Πειραιά
- Dov'è la stazione ferroviaria?
- Που είναι ο σιδηροδρομικός σταθμός;
- Dov'è il capolinea degli autobus per la Calcidica?
- Που ειναι ο σταθμός ΚΤΕΛ Χαλκιδικής
- Voglio un biglietto per Paro
- Θέλω λενα εισητήριο γιά Πάρο.
- Facciamo in tempo a prendere l'aereo per Corfù?
- Θα προλάβουμε να πάρουμε το αεροπλάνο γιά Κέρκυρα
- Si, fate in tempo.
- Ναι προλαβαίνετε
[modifica] In albergo
- Στο Ξενοδοχείο
- Sto Xenodhochìo
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
- Per caso conoscete un buon albergo qui vicino?
- Μήπως ξέρετε ένα καλό ξενοδοχείο εδώ κοντά;
- Mìpos xèrete èna kalò xenodhochìo edhò kondà?.
- Si, lo so. Procedete dritto e lo troverete davanti.
- Ναι, ξέρω. Προχορείτε ευθεία και θα το βρείτε απέναντι.
- Nè, Csèro. Prochorìte efthìa ke tha to vrìte apènandi.
- Vi ringrazio molto, signore.
- Σας ευχαριτώ πολύ, κύριε
- Sas efcharistò polì, kìrie.
- Avete (una) stanza?
- Εχετε δωμάτιο;
- Èchete dhomàtio;
- Si, ce l'ho. Quante persone siete?
- Ναι έχω. Πόσα άτομα είστε;
- Nè, Ècho. Pòsa àtoma ìste?
- Siamo due persone più un ragazzino di 7 anni.
- Ειμαστε δύο άτομα συν ενα παιδάκι εφτά χρώνων.
- Imaste dhìo àtoma sin èna pedàki eftà chronòn.
- Allora avete bisogno di una doppia. Aggiungerò un letto per il ragazzo.
- Τότε χρειάζεστε δίκλινο. Θα προσθέσω ενα κρεβάτι γιά το παιδί
- Tòte chriàzeste dhìklino. Tha prosthèso èna krevàti yià to pedhì.
- I vostri passaporti, per favore.
- Τα διαβατήρια σας, παρακαλώ.
- Ecco il mio passaporto e (quello) di mia moglie.
- Ορίστε, το διαβατήριο μου και της γυναίκας μου.
- Bene. Avete bagagli con voi?
- Μάλιστα. έχετε πράματα μαζί σας;
- Venite, vi faccio vedere la stanza
- Ελάτε να σας δείξω το δωμάτιο
- Ha vista sul mare.
- Εχει θέα προς την θάλασσα.
- La colazione è servita dalle sette fino alle nove.
- Το πρωινό σερβιρεται από τις εφτά έως τις εννιά
- (A) che ora andrete via domani?
- Τι ώρα θα φύγετε αύριο;
- Andremo via a mezzogiorno.
- Θα φύγουμε μεσημέρι
- Buonasera. Ho prenotato una stanza a nome di Paolo Rossi.
- Καλισπέρα σας. Εχω κλείσει ένα δωματιο στο όνομα Παυλο Ρόσσι
[modifica] Al ristorante
- Στο Εστιατώριο
- Sto Estiatòrio
[modifica] Nomenclatura
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I formaggi greci
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[modifica] Qualche frase
- Avete ordinato al cameriere?
- Δώσατε παραγγελία στο σερβιτόρο;
- Dhòsate paranghelìa sto servitòro?
- Prima di ordinare il pesce domando sempre se è fresco.
- πριν παραγγείλω ψάρι στο εστιατόριο, ρωτάω πάντα εάν είναι ιχθυοκαλλιέργειας.
- Portatemi una bottiglia d'acqua, per favore!
- Φέρτε μου ένα μπουκάλι νερό, παρακαλώ!
- Fèrte mu èna bukàli nerò, parakalò!
- Venite stasera che facciamo uno spuntino
- Ελάτε το βράδυ να τσιμπήσουμε κάτι.
- Elàte to vràdi na tsimbìsume kàti
- Nota: il verbo "τσιμπώ" significa letteralmente "pizzicare"
[modifica] Vita notturna
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
- Servite bevande alcooliche?
- Servite al tavolo?
- Una/due birre, per favore.
- Un bicchiere di vino rosso/bianco, per favore.
- Una birra grande, per favore.
- Una bottiglia, per favore.
- acqua
- acqua soda
- succo d'arancia
- Ancora uno/a, per favore.
- Quando chiudete?
[modifica] Situazioni d'emergenza
- Περιστάσεις έκτακτης ανάγκης
- Peristàsis èktaktis anànghis
- Situazioni critiche
- Κρίσιμα περιστατικά
- Krìsima peristatikà
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
Auto della polizia greca parcheggiata in una strada di Corfù. |
- Αισθάνομαι άσχημα, χρειάζομαι γιατρό
- Που είναι το φαρμακείο
- Θα φωνάξο την Αστυνομία
- Θα φωνάξω το εκατό
Προσβολή της δημοσίας αιδούς
[modifica] Numeri
- Οι αριθμοί
- I arithmì
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[modifica] Qualche frase
[modifica] Il Tempo
- Ο Χρόνος
- O Chrònos
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
[modifica] Tempo (metereologico)
Ο καιρός
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
[modifica] I colori
- τα χρώματα
- ta chròmata
[modifica] Nomenclatura
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[modifica] Qualche frase
[modifica] Slang
- Μαλάκας (Malàkas) - La parolaccia più in voga in Grecia. La sentirete molto di frequente ma fareste bene a non usarla mai, nemmeno per celia. Ai Greci non piace sentirla pronunciata da bocche straniere. Il suo significato originale era "colui che si è istupidito in conseguenza di una forsennata attività masturbatoria" ma oggi ha acquisito innumerevoli sfumature a seconda del contesto della frase. Il corrispondente femminile è "malachismèni".
- Μαλακίες (Malaκìes) - Non usatela mai e sostituitela con chazomàres che significa "stupidaggini"
- Γόμενα (Ghòmena) - Indica la ragazza con la quale si intrattiene un rapporto a scopi esclusivamente sessuali e scevro da qualsiasi implicazione sentimentale. È estremamente dispregiativo. Esiste anche il corrispondente maschile (ο γόμενος μου). In quest'ultimo caso sarà la ragazza a riferirsi al suo partner sessuale con tale epiteto con tutta probabilità mentre conversa con le sue amiche.
- Γαμώ, γαμάω (Ghamò, gamào] - Ghamò era un verbo innocente che in seguito ha assunto un significato volgare parimenti a quanto accaduto al nostro altrettanto innocente "scopare". Negli incontri fortuiti tra gay può capitare che l'uno chieda all'altro: "Ghamàs i ghamièse?" (Γαμάς ή γαμιέσαι;) domanda che potrebbe risolversi in italiano con "Sei attivo o passivo?".
- Αδερφή (Adherfì) - Adherfì significa letteralmente "sorella" ma in gergo indica il gay effeminato. Il Greco moderno mette a disposizione una variopinta collezione di epiteti per indicare i gay di sesso maschile. Il più dispregiativo di tutti è "πούστης" (pùstis). "Poustiès" sono le azioni vili che solo un gay può compiere. Le donne omosessuali sembrano essere più al riparo dagli strali conservatori della società. Lesvìa (λεσβία) significa lesbica.
- Μουνί - Mounì è termine che indica l'organo genitale femminile. È di genere neutro (το μουνί) ed è un retaggio del dominio veneziano. Corrisponde infatti alla parola "mona" tutt'ora in auge in Veneto.
- Ψωλή (Psolì) - Uno dei tanti termini per indicare l'organo genitale maschile. Il sostantivo è di genere femminile (η ψωλή) come in siciliano. Ψωλαράς (Psolaràs) è invece di genere maschile (ο ψωλαράς) e sta ad indicare il maschio superdotato.
- Αρχίδια (Archìdhia) - Μη μου πρήζεις τ'αρχίδια (mi mu prìzis t'archìdhia) Non mi rompere ("gonfiare" letteralmente) le palle.
- καυλώνω (kavlòno) - Significa "arraparsi"
- Σκατά (skatà) - Significa "merda". È di uso frequente. Σκατόφατσα (skatòfatsa) significa "faccia di merda"
- Σκάσε (Sκàse) - L'invito a chiudere il becco si esprime con l'imperativo del verbo skào che fra i suoi numerosi significati ha quello di "schiattare".
[modifica] Links

